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Gare più semplici sotto 1 milione e tetto al 40% per i subappalti

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MAG 19

Appalti più semplici sotto al milione, quota di subappalto al 40% e cancellazione del bonus del 2% per la progettazione svolta dai tecnici della Pa.

Sono le tre novità più importanti in arrivo dagli emendamenti votati nella notte di martedì 21 maggio al decreto sblocca cantieri dalle commissioni Ambiente e Lavori pubblici del Senato. A queste va aggiunta anche la conferma del divieto per chi concorre a una gara di diventare subappaltatore delle imprese vincente. È stata così accolta una delle preoccupazioni avanzate dal presidente dell' Anticorruzione, Raffaele Cantone. Oltre alle votazioni sull' articolo 1 - con le modifiche al codice appalti - le commissioni ieri hanno votato, in un clima abbastanza teso, una serie di emendamenti al capitolo sisma e all' articolo 3 con le semplificazioni per la presentazione dei progetti in area sismica. Il via libera definitivo del provvedimento slitta così alla settimana prossima, anche se resta confermato l' obiettivo di portare il testo in Aula il 28 maggio. «Decideranno gli uffici di presidenza, ma contiamo di riunirci lunedì - spiega il relatore Agostino Santillo (M5S)».
Tra i punti chiave restano da votare pochi emendamenti all' articolo 4 sui commissari dove però è stata "sminata" la bomba Tav, mentre «tutti gli emendamenti della maggioranza sull' articolo 5 (rigenerazione urbana, ndr) sono stati ritirati», dice ancora Santillo: «Possiamo chiudere in poche ore». Inviti sotto al milione Confermato il ritorno della pos sibilità di assegnare le gare di lavori sotto al milione sulla base di procedure negoziate. Salta dunque il paletto della gara obbligatoria oltre i 200mila euro introdotto dal decreto sblocca cantieri. Si torna, invece, al meccanismo delle procedure a invito già previsto dal codice appalti, ma sulla base di importi (e numero di imprese da consultare) diversi. Tra 40mila e 150mila euro (221mila euro per forniture e servizi) si prevede una sorta di affidamento diretto "ibrido" con almeno tre inviti. In pratica il funzionario della stazione appaltante potrà scegliere l' impresa che ai suoi occhi dà maggiori garanzie, dopo aver preso visione di almeno tre preventivi (cinque nel caso di forniture e servizi).
Tra 150mila e 350mila euro gli invitati dovranno essere almeno 10, mentre tra 350mila euro e un milione almeno 15. Previsto anche l' obbligo di far ruotare gli invitati, in modo da non chiamare sempre le stesse imprese e quello di selezionare le aziende al termine di indagini di mercato o pescando in un elenco di operatori. La gara a procedura aperta rimane obbligatoria per i lavori oltre il milione, con il vincolo di aggiudicazione al prezzo più basso ed esclusione delle offerte anomale fino alla soglia Ue di 5,5 milioni. Subappalto al 40% Corte Ue permettendo (sono in arrivo sentenze che potrebbero far saltare ogni paletto), la soglia massima del subappalto viene fissata al 40%: quota intermedia tra il 30% previsto dal codice e il 50% del decreto sblocca cantieri in vigore dal 19 aprile. Non viene invece toccata la clausola che assegna alla stazione appaltante di decidere di volta in volta con il bando l' importo effettivo del subaffidamento ammesso (da zero a 40%). La soluzione non piace alle imprese perché introduce il rischio di dover far fronte a richieste organizzative "a fisarmonica".
Ok anche all' emendamento che reintroduce il divieto di affidare subappalti a una delle imprese che ha partecipato alla gara principale («rischio collusione e spartizione», aveva denunciato Cantone) e all' eliminazione del bonus del 2% per i progettisti della Pa, che il decreto voleva ripristinare. Il bonus rimane, ma continuerà a riguardare le attività di programmazione e controllo, come prevedeva il codice appalti. Nel campo dell' edilizia privata va citato l' ok alla possibilità di presentare via Pec i progetti di interventi edilizi allo sportello unico. Via libera anche all' emendamento che concede più tempo ai Comuni per avviare i micro-lavori finanziati con il piano Salvini a inizio anno. Non passa Infrastrutture Spa Addio all' idea di creare una nuova società pubblica (in house) sotto l' ombrello del Mit per accelerare la realizzazione delle opere. L' emendamento Cinque Stelle al Dl Crescita che faceva nascere Infrastrutture Spa dal prossimo primo settembre (vedi «Il Sole 24 Ore» di ieri) non è sopravvissuto al vaglio di ammissibilità.

 

A cura di Il Sole 24 Ore del 23.05.2019 pag. 5 - autore Mauro Salerno


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